Persino dire "figlia d'arte" sarebbe riduttivo, con genitori simili: papà Serge e mamma Jane (Birkin).
Alla ribalta già nella primissima adolescenza, sia in musica, con lo scabroso duetto Lemon Incest insieme al babbo, sia al cinema, ne L'Effrontée (da noi Sarà perché ti amo), in un ruolo che le valse un César ad appena 15 anni.
Da attrice non teme d'interpretare personaggi problematici, come quello toccatole in Antichrist di Lars Von Trier e affrontato con intensità tale da convincere la giura del festival di Cannes a premiarla nel 2009 come migliore protagonista femminile (e col regista danese si appresta a recitare nuovamente in Melancholia).
Quanto alla musica, dopo aver esordito da solista sotto l'ala protettiva del padre nel lontano 1986, l'ha ritrovata sul suo cammino in epoca recente: prima lasciandosi guidare dai connazionali Air nella realizzazione di 5:55, poi affidandosi alla produzione d'autore di Beck nel riuscitissimo IRM (intitolato con l'acronimo che in Francia corrisponde al nostro TAC: esame a cui fu sottoposta nel 2007 dopo aver sofferto un'emorragia cerebrale che ne mise a repentaglio la vita).
Charlotte Gainsbourg è il frutto di tutte queste cose insieme: una donna forte e seducente. E un'artista trasversale: perciò ai giorni nostri svetta nel panorama dei media con la statura di un'icona postmoderna.
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