Al secolo Vasco Brondi, da Ferrara: a 27 anni, la voce più fresca e inconfondibile dell'attuale scena italiana. Qualcuno - lo scrittore Marco Lodoli - ne parla come del "nuovo De Gregori". Chissà...
Certo è che nessun altro tra i contemporanei sa interpretare in musica quanto lui il disagio e la precarietà di chi è giovane ai giorni nostri. Prima Canzoni da spiaggia deturpata (2008, Premio Tenco per la migliore opera di un esordiente) e poi Per ora noi la chiameremo felicità (2010), improbabili best seller nell'anemico contesto dell'hit parade nazionale.
E in mezzo anche un libro, targato Baldini Castoldi Dalai: Cosa racconteremo di questi cazzo di anni zero, collezione dei suoi interventi su blog e altri scritti. In questo modo è diventato, quasi suo malgrado, "voce di una generazione". Se n'è accorto persino Jovanotti, che lo ha avuto con sé in tournée, esponendolo di fronte a platee oceaniche.
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