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TRAFFIC 

JOURNAL

Giorno dopo giorno 4. Tricky kebab. Torino, 10-11 luglio.

luglio 11, 2008 09.45 by Pier Andrea Canei

Purtroppo non ci sono Fujiya & Myagi a dare un passaggio stile Speed Racer stavolta, quindi tocca pijà er tassì per corso Appio Claudio, da dove s'imbocca viale del Trigliceride. Tutto grasso che cola: dopo sei kebab, una mortazza, due salamelle con cipolla e senape, quattro crepes alla nutella e un numero imprecisato di patatine fritte con maio si arriva davanti allo stage, al parco della Pellerina. Ehi, ci sono quei martelli elettronici dei Soulwax! Concerto efficiente, precis, da gentils organisateurs, tutti di bianco vestiti, che vanno in bianco anche sulla scelta delle luci. Intanto Alberto Campo sbuca da qualche parte e assicura che chiunque si sia perso i Battles è un folle: sono il migliore gruppo del mondo, categoria punk progessive. «E mi fa piacere sapere che Brian Eno è d'accordo con me».

 

Reduce me seduce me dress me up in Stussy. Tricky regala al pubblico torinese un concerto non facile e la prima Bond girl del festival: una cantante di rosso vestita, della cui identità nessuno è certo. Però sembra in palla e sopperisce alle frequenti vacanze mentali del suo principale, che storicamente si sceglie una musa da cui farsi affiancare, sul palco e su disco, salvo poi negarle la contitolarità del nome. Cioè, non è esattamente Tricky & Romina, o Tricky & Patti: però lei sgobba il doppio di lui (compresa la storica cover di Black Steel dei Public Enemy) e sembra pure contenta.

 

I torinesi un po' apprezzano la rossovestita senza nome, un po' se ne fottono della musica. Ogni tanto si lasciano ipnotizzare e si riavvicinano, attratti dai trucchi di Tricky. Che oscilla tra momenti punk, momenti trip, momenti di amnesia, e comunque oscilla, come sa fare lui, in continuazione. In realtà è un animale magnetico di per sé, cambia registro tra trip hop e punk hop e blues hop, ogni tanto si trascina e delega la rossovestita all'entertainment rifugiandosi nell'ombra: però è snobbissimo e prima di andare via senza bis (non che il pubblico pellerino faccia molto per guadagnarseli) per esempio non elargisce pezzi facili.

 

Hell is round the corner. Ponderosa. Aftermath. Tutti i grandi pezzi non li fa, da prenderlo a botte. Attorno al 1998 il blogger di Traffic era veramente ammirato dalla figura di Tricky, da poco uscito dal gruppo con cui si era fatto un nome, i Massive Attack, per farsi i cavoli suoi e seguire una sua vena tenebrosa-underground che, dopo il debutto-capolavoro di Maxinquaye, lo avrebbe condotto agli inferi di Pre-Millennum Tension (che in verità era molto inferiore, ma teneva alta la mistica del personaggio). In quel periodo stava perdendo completamente la voce (o almeno, ne era convinto) e era attaccato alla sua skunk più hydroponica come a una tetta. O almeno, così dichiarava, in un'intervista senza voce. In confronto adesso è molto più tonico, tiene il palco, ringrazia, ogni tanto sembra addirittura sull'orlo della socievolezza, poi torna a rifugiarsi nell'ombra. Ma questo è esattamente quel che, al blogger di Traffic stasera poco in vena di contatti umani, fa simpatia.

 

Arriva mezzanotte, ci sono i due Soulwax in versione 2Many Djs (sempre gentils e molto organisateurs), si capisce che potrebbero far sballare tutti fino all'alba anche con il ballo del qua qua, ma dopo mezzoretta si è fatto tardi. Alberto Campo risbuca dal suo cyberspazio di deus ex machina e sussurra: «Ahi, c'è il coprifuoco. Tocca andare a farli spegnere».

 

La verità? Il blogger di Traffic è troppo stanco per i Murazzi. Sì, lo sa, è tutto molto bello, ma è già l'una e dopo qualche ora ha un treno da prendere e un giornale da chiudere. E poi non vede l'ora di tornare a Torino a vedere i mohicani, gli apache e i sexpistoleros.

 


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Commenti

luglio 11. 2008 15.56


I torinesi un po' apprezzano la rossovestita senza nome, un po' se ne fottono della musica.

Pecca della formula Free Festival... Purtroppo in troppi erano lì a prendere il fresco e a curiosare.

e prima di andare via senza bis (non che il pubblico pellerino faccia molto per guadagnarseli)

Certo che se poi c'è anche una decina di deficienti che ad ogni pausa urla "Soulwax Soulwax"...

Mic

luglio 11. 2008 16.16

vabbè dai non spariamo sulla formula free. anzi: più free per tutti! a stasera, p

Pier Andrea Canei

luglio 11. 2008 18.40

Ragazzi, posso capire perchè la gente urlava soulwax soulwax.
cavolo, ma avete visto la gente come ballava???
uno spettacolo devastante, troppo riduttivo definirli organizzati e gentili: hanno spaccato.
PUNTO.
Tricky era assolutamente inutile e ai più sconosciuto.
Era da anni che non faceva niente e trovo incomprensibile la scelta di metterlo come head liner prima di mostri di bravura come i battles( sacrificati neanche fossero una band di liceali...) e i già citati belgi.
Sarebbe come se lo scorso anno avessimo anticipato i daft punk e dopo di loro aveste messo che ne sò, i massive attack, certo che poi la gente avrebbe urlato daft punk daft punk.
scusate un pò di logica.
per il resto come al solito bello, bellissimo.
e per favore, non permettete che i milanesi si prendano il NOSTRO festival.
al concerto dei justice (bellissimo favoloso) sembravano un branco di pecore impazzite.
avete creato una cosa che rende i torinesi e i piemontesi orgogliosi di esserlo.
tenete duro.

grazie

federico rosa

federico

luglio 14. 2008 09.33

Federico posso essere d'accordo con te. Tuttavia permettimi di dire che non è una bella prova di educazione intervallare l'esibizione di un qualsiasi artista citando il gruppo che lo ha preceduto. Sul valore di Tricky e sulla sua presenza al Traffic non so. Meditino coloro che hanno organizzato il festival. A me è dispiaciuto che un personaggio di questa levatura non sia stato rispettato e sono sicuro che alcune chicche del suo repertorio se l'è risparmiate per questo. Chi ha visto il secret show all'HMA non si è pentito di aver fatto le 3 (a parte Pier Andrea) e mi ha detto che l'atmosfera era tutt'altra cosa.
Sul Traffic a Milano... beh se ci stanno portando via tutto ci sarà qualcosa che non va qui a Torino. Bisogna fare anche un po' di autocritica a volte. Oltre al fatto che magari ci sono persone che hanno fatto molto per la scena culturale torinese ma sui palchi a metterci la faccia sono sempre gli stessi. E anche su questo occorre meditare.

Mic

luglio 14. 2008 14.42

All'inizio del concerto di Tricky pensavo che se ne sarebbero andati via in molti. A metà era più la gente che chiacchierava che quella che stava ascoltando... e i venditori che passavano in mezzo al pubblico con i cattetti pieni di birra non aiutavano certo la concentrazione.
Forse non era un concerto da festivalone, ma da location più intima, come la sera prima all'Hiroshima, peccato non esserci stati. Grandissimi i Soulwax.

TOlove

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Anteprima

ottobre 8. 2008 07.08