La migliore postazione per vedere Patti Smith,
a un certo punto, è il cesso dell'area invitati. Da dove, facendo quello che si
deve fare, si sfrutta anche un'ottima visuale sul palco sbirciando attraverso
il finestrino a grata, e non ci si becca neanche una goccia di quella muraglia
d'acqua che si abbatte sul popolo di Traffic dandosi arie da diluvio
universale.
La migliore postazione per non vedere Patti
Smith è da Wi-Pie, dove gli sfollati del diluvio che sta riempiendo di acqua la
mitica vasca della Pellerina (dopo che i Massimo Volume se l'erano cavata con
il mimimo della pioggia) attendono tempo migliore in compagnia di Mao e i
Santabarbara, che indefessi intonano canti della resistenza come Get Up, Stand
Up e Please, Please Me. Fuori intanto i pompieri e le idrovore fanno da
supporter a Patti, con un lavorìo frenetico e probabilmente determinante per
non far naufragare tutti.
Poi la pioggia si arrende al carisma
festivaliero di Patti, che sembra contenta di non dover suonare per un tappeto
di ombrelli, e dispensa i consigli di nonna Papera per quando si torna a casa:
«Have a hot shower, a hot tea, get some good sleep and have wonderful dreams». Una doccia, un infuso, tutti a nanna. Nessuna menzione, stranamente, della maglietta della salute, «che sennò vi buscate un accidente».
Tra Redondo Beach, Because the night, People
Have the Power il concerto però ha un gran finale all'altezza. La bambina più
rockettara di Traffic ha gli stivali di gomma rossi e balla benissimo, come se
seguisse Patti Smith dagli esordi.
Perché non è Patti a chiudere la serata, come
noblesse rock imporrebbe? Alberto e Cosimo assicurano che è la signora,
signorilmente, ad aver scelto di andare a letto presto, dopo aver concesso
tutti i suoi bis ed essere riapparsa a fianco di Manuel Agnelli. Il quale,
peraltro, con i suoi Afterhours si porta a casa la serata, coinvolgendo forse
più di qualsiasi altro performer il pubblico torinese. Con qualche eccezione.
Come la bambina dagli stivali di gomma rossi, che non vuole saperne di piccole
jene e smette di ballare appena se ne va via Patti.
Ci sarebbe il PalaOlimpico, ci sarebbero i
Murazzi, ma ci sono i consigli di nonna Papera da seguire per chi è moderatamente inzaccherato. ll blogger di
Traffic ringrazia, saluta, sparisce. È stato un bel viaggio, è stato un
festival vero, andiamo avanti così. Facciamoci del Traffic.
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