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Festival
TRAFFIC 

JOURNAL

Giorno dopo il festival. Perturbazioni live. Torino, 12-13 luglio.

luglio 13, 2008 08.35 by Pier Andrea Canei

La migliore postazione per vedere Patti Smith, a un certo punto, è il cesso dell'area invitati. Da dove, facendo quello che si deve fare, si sfrutta anche un'ottima visuale sul palco sbirciando attraverso il finestrino a grata, e non ci si becca neanche una goccia di quella muraglia d'acqua che si abbatte sul popolo di Traffic dandosi arie da diluvio universale.

 

La migliore postazione per non vedere Patti Smith è da Wi-Pie, dove gli sfollati del diluvio che sta riempiendo di acqua la mitica vasca della Pellerina (dopo che i Massimo Volume se l'erano cavata con il mimimo della pioggia) attendono tempo migliore in compagnia di Mao e i Santabarbara, che indefessi intonano canti della resistenza come Get Up, Stand Up e Please, Please Me. Fuori intanto i pompieri e le idrovore fanno da supporter a Patti, con un lavorìo frenetico e probabilmente determinante per non far naufragare tutti.

 

Poi la pioggia si arrende al carisma festivaliero di Patti, che sembra contenta di non dover suonare per un tappeto di ombrelli, e dispensa i consigli di nonna Papera per quando si torna a casa: «Have a hot shower, a hot tea, get some good sleep and have wonderful dreams». Una doccia, un infuso, tutti a nanna. Nessuna menzione, stranamente, della maglietta della salute, «che sennò vi buscate un accidente».

 

Tra Redondo Beach, Because the night, People Have the Power il concerto però ha un gran finale all'altezza. La bambina più rockettara di Traffic ha gli stivali di gomma rossi e balla benissimo, come se seguisse Patti Smith dagli esordi.

 

Perché non è Patti a chiudere la serata, come noblesse rock imporrebbe? Alberto e Cosimo assicurano che è la signora, signorilmente, ad aver scelto di andare a letto presto, dopo aver concesso tutti i suoi bis ed essere riapparsa a fianco di Manuel Agnelli. Il quale, peraltro, con i suoi Afterhours si porta a casa la serata, coinvolgendo forse più di qualsiasi altro performer il pubblico torinese. Con qualche eccezione. Come la bambina dagli stivali di gomma rossi, che non vuole saperne di piccole jene e smette di ballare appena se ne va via Patti.

 

Ci sarebbe il PalaOlimpico, ci sarebbero i Murazzi, ma ci sono i consigli di nonna Papera da seguire per chi è moderatamente inzaccherato. ll blogger di Traffic ringrazia, saluta, sparisce. È stato un bel viaggio, è stato un festival vero, andiamo avanti così. Facciamoci del Traffic.


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Commenti

luglio 13. 2008 15.22

Ma a che orario ridicolo hanno suonato i Massimo Volume?? Io me li son visti da casa verso le 8! Patti Smith e gli Afterhours sono stati grandissimi, ma un po' di rispetto per chi desidera vedere uno dei più importanti gruppi italiani di sempre che si riunisce dopo 7 anni!
Stessa cosa per i Battles l'altra sera, non si può trattarli come una band di novellini qualsiasi!
comunque sarebbe Mao e i Santabarba Smile

Fabio

luglio 13. 2008 18.52

e dei Massimo Volume non ci dici niente, perfortuna che c'ero, e brividi di pelle di oca per loro e per la pioggia...

see you pac

Cloda

Claudia

luglio 13. 2008 19.06

già ma dov'eri quando loro facevano gli onori di casa Usher?
(vedi il post di mercoledì và). baci Clod.

Pier Andrea Canei

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gennaio 6. 2009 01.49