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JOURNAL

Il giorno uno, il giorno dopo: Milano-Biella, 8 luglio.

luglio 8, 2008 09.20 by Pier Andrea Canei

Le cattive notizie subito: per un disguido tecnico la Heineken era vicina al punto di ebollizione.
E a un certo punto anche le pinte di onesta birra alla spina sparivano dalla circolazione, causando sconcerto e raccapriccio nel popolo delle canotte e dei bermuda. L'esatto contrario di una happy hour, qui a Milano.

In compenso, i LnRipley, costolina dura e pura dei Subsonica con un Ninja alla batteria e altri guerrieri di contorno, ruggiscono puntuali: «Dovete fare RUMORE, kazzoh!». Mormorìi di approvazione nel parterre. «E poi cìanno sti ggiri di basso sotto» Cioè, capito. Energie dubstep, vocalizzi di Victor, e cover dei Rage Against the Machine, fanno il loro mestiere: riscaldano qualche migliaio di spettatori a puntino, portandoli in pari con le Heineken. 

Il tempo di piazzare lì due stack di 3x3 amplificatori Marshall che sembrano cubi di Rubik tutti in nero, due giga-consolle piene di lucine da fantascienza e una compilation di faretti bianchi che ricordavano ai più babbions la cover di Genesis Seconds Out, e inizia la messa rave dei Justice

Chissà che fanno, veramente, dietro a quelle console i due, Gaspard Augé e Xavier de Rosnay, che si vedono sempre e solo in controluce, uno a destra e uno a sinistra di quella loro inquietante croce di luce che sta in mezzo a ogni cosa e inquieta e rassicura e battezza i cristiani che ballano davanti al palco (alcuni si son portati da casa delle croci di cartapesta, forse è una frangia dionisiaca dei papa boyz) e ogni tanto alzano il braccino. Il tutto con un'aura che Marino Masotti, analista finanziario con cognizione di causa su cose pop, definisce «come un party underground su un palco secondario Ibiza, ma meno festaiolo, più solenne».

Ma de chè, Augè e de Rosnay? Forse giocano a pong su un vecchio Atari; forse guardano SkyCinema; forse addirittura premono dei tasti, alla deriva in un torrente di interruttori, manopole e levette. Qualsiasi cosa facciano, sembra funzionare: il loro groove pastoso ipnotizza e coinvolge i cristiani ballerini lì davanti; ci sono fughe heavy metal e derive disco, e il sound è calibrato molto bene per un'arena che scampa al pericolo di perturbazioni, ma non alla potente procella elettronica dei Justice per tutti.

Un lunedì di luce, un'estasi fotovoltaica: stroboscopiche al limite dell'attacco epilettico, faretti Seconds Out, striscie e scie di Led e di laser. Monumentale opera d'ingegno elettricista; tutto molto programmato, molto in sequenza, come ogni liturgia che si rispetti. Gaspard e Xavier officiano, non eseguono: e i fedeli ancheggiano con fervore.

Oggi, ricordarsi di seguire il consiglio di Cosimo Ammendolìa e sintonizzarsi al volo su Kcrw, scoppiettante radio cutting-edge da Santa Monica, California. 

Stasera, presentarsi al meglio delle forze nella ridente cornice di Biella, patria di tessuti finissimi e di austera operosità, a vedere che combinano quei bodleriani dei Baustelle, e a incontrare un'altra torinese in gita, Robertina. A seguire, tappone di montagna verso il santuario di Oropa. Ma anche no, la messa dei Justice per un po' copre il fabbisogno di solennità.

piesse. io li metterei anche i link, ma l'editor qui è una pizza. anche più di questo glorioso live.


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Commenti

luglio 8. 2008 12.44

Io ieri sera c'ero... e gli L'N come al solito non deludono maiiiiii!!!!!!!! Siete formidabili ragazzi!!! Grazie per le emozioni e l'adrenalina che ci regalate!!!!

Katia

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Anteprima

gennaio 6. 2009 01.42