Le cattive notizie subito: per un disguido
tecnico la Heineken era vicina al punto di ebollizione.
E a un certo punto anche le pinte di onesta birra alla spina sparivano dalla
circolazione, causando sconcerto e raccapriccio nel popolo delle canotte e dei
bermuda. L'esatto contrario di una happy hour, qui a Milano.
In compenso, i LnRipley, costolina dura e
pura dei Subsonica con un Ninja alla batteria e altri guerrieri di contorno,
ruggiscono puntuali: «Dovete fare RUMORE, kazzoh!». Mormorìi di approvazione
nel parterre. «E poi cìanno sti ggiri di basso sotto» Cioè, capito. Energie
dubstep, vocalizzi di Victor, e cover dei Rage Against the Machine, fanno il
loro mestiere: riscaldano qualche migliaio di spettatori a puntino, portandoli
in pari con le Heineken.
Il tempo di piazzare lì due stack di 3x3
amplificatori Marshall che sembrano cubi di Rubik tutti in nero, due
giga-consolle piene di lucine da fantascienza e una compilation di faretti
bianchi che ricordavano ai più babbions la cover di Genesis Seconds Out, e
inizia la messa rave dei Justice.
Chissà che fanno, veramente, dietro a quelle
console i due, Gaspard Augé e Xavier de Rosnay, che si vedono sempre e solo in
controluce, uno a destra e uno a sinistra di quella loro inquietante croce di
luce che sta in mezzo a ogni cosa e inquieta e rassicura e battezza i cristiani
che ballano davanti al palco (alcuni si son portati da casa delle croci di
cartapesta, forse è una frangia dionisiaca dei papa boyz) e ogni tanto alzano
il braccino. Il tutto con un'aura che Marino Masotti, analista finanziario con
cognizione di causa su cose pop, definisce «come un party underground su un
palco secondario Ibiza, ma meno festaiolo, più solenne».
Ma de chè, Augè e de Rosnay? Forse giocano a
pong su un vecchio Atari; forse guardano SkyCinema; forse addirittura premono
dei tasti, alla deriva in un torrente di interruttori, manopole e levette.
Qualsiasi cosa facciano, sembra funzionare: il loro groove pastoso ipnotizza e
coinvolge i cristiani ballerini lì davanti; ci sono fughe heavy metal e derive
disco, e il sound è calibrato molto bene per un'arena che scampa al pericolo di
perturbazioni, ma non alla potente procella elettronica dei Justice per tutti.
Un lunedì di luce, un'estasi fotovoltaica:
stroboscopiche al limite dell'attacco epilettico, faretti Seconds Out, striscie
e scie di Led e di laser. Monumentale opera d'ingegno elettricista; tutto molto
programmato, molto in sequenza, come ogni liturgia che si rispetti. Gaspard e
Xavier officiano, non eseguono: e i fedeli ancheggiano con fervore.
Oggi, ricordarsi di seguire il consiglio di
Cosimo Ammendolìa e sintonizzarsi al volo su Kcrw, scoppiettante radio
cutting-edge da Santa Monica, California.
Stasera, presentarsi al meglio delle forze
nella ridente cornice di Biella, patria di tessuti finissimi e di austera
operosità, a vedere che combinano quei bodleriani dei Baustelle, e a incontrare
un'altra torinese in gita, Robertina. A seguire, tappone di montagna verso il
santuario di Oropa. Ma anche no, la messa dei Justice per un po' copre il
fabbisogno di solennità.
piesse. io li metterei anche i link, ma l'editor qui è una pizza. anche più di questo glorioso live.

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